INFORTUNI SUL LAVORO, CULTURA DELLA SICUREZZA, FORMAZIONE DEI LAVORATORI

Intervento del Geom. Augusto Ferraioli di Pianeta Sicurezza Srl
P.Q.M.
Un evento drammatico come la morte di due lavoratori nella Città di Lucca, durante l’installazione delle luminarie per la festa cittadina, la diffusione dei dati INAIL sui primi mesi del 2017, fa riaccendere i “riflettori” sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Noi preferiamo tenerli accesi sempre, sia perché siamo impegnati nei cantieri e nei luoghi di lavoro, sia perché il tema merita una continua attenzione.
Noi siamo sempre molto scettici sui dati che sono diffusi sugli infortuni, mancano sempre una serie di elementi per parlare di “statistiche” attendibili, come ad esempio le ore lavorate.
Analizzare le dinamiche degli infortuni è importante per capire lo stato di applicazione della normativa, il livello di consapevolezza dei soggetti interessati e della “cultura” della sicurezza.
Importante accendere i riflettori quando accadono eventi drammatici, ma nello stesso tempo sarebbe auspicabile tornare sui fatti quando sono certe le cause, quando si sviluppa l’inchiesta e sono individuate le responsabilità. Il fine dovrebbe essere quello di prevenire altri eventi simili, prevenzione che passa anche attraverso l’analisi della dinamica degli infortuni più significativi – “imparare dagli errori”.
Vi sono pubblicazioni, periodici e un programma in web Dell’Inail, ma forse si dovrebbe fare di più, si dovrebbe contribuire anche la stampa e l’informazione in genere, alcuni quotidiani dedicano delle rubriche al tema, in cui si forniscono notizie sugli eventi più gravi. Notizie sommarie sull’evento senza approfondire l’argomento e senza fornire informazioni sullo sviluppo dell’inchiesta.
Tutti gli infortuni sono gravi e drammatici, ma non tutti evidenziano una”arretratezza” culturale, una mancanza di percezione del Rischio e una totale omissione delle norme di sicurezza.
Gli eventi in ambienti confinati, il cedimento strutturale di solai e altri elementi di manufatti su cui si sta lavorando, il ribaltamento di un’autogrù, il crollo delle pareti di uno scavo ecc. sono incidenti che evidenziano una mancanza grave nell’applicazione delle norme di sicurezza e più in generale nella “cultura” della prevenzione sul lavoro.
Invocare più controlli da parte degli organi di vigilanza è giusto, ma le parti Sociali, imprenditoriali e dei lavoratori dovrebbero riflettere maggiormente ad esempio sui risultati della Formazione erogata finora nei confronti dei lavoratori.
Dal nostro punto di osservazione emerge che proprio nei settori più a Rischio, prendiamo ad esempio i Cantieri Temporanei e Mobili, anche se vi è stata una crescita “culturale”, la situazione rimane molto critica. I corsi, quando questi sono realmente realizzati, non ottengono risultati evidenti e indicativi.
Il lavoratore e spesso i Preposti non ricordano ad esempio com’è conformato un “parapetto regolare” – nell’impiego dei ponti su ruote è consuetudine utilizzare gli impalcati con le sole diagonali d’irrigidimento strutturali – alla contestazione l’addetto e il Preposto rispondono, “il parapetto è tutto a posto” – “ il ponte è nuovo l’abbiamo montato utilizzando tutti gli elementi che ci hanno fornito” - si potrebbero citare tanti altri esempi che confermano che il lavoratore memorizza ben poco delle informazioni che gli sono trasmesse nei corsi di formazione.
Ci si deve dunque chiedere sono efficaci i metodi didattici? – ore di corsi quando sono effettuati raggiungono l’obiettivo?.
Purtroppo dal nostro punto di osservazione sembra che i risultati siano contradditori, insufficienti rispetto alle risorse impegnate.
I lavoratori devono essere coinvolti in processi formativi brevi e ripetuti nel tempo, percorsi concentrati con giornate intere di corso, in particolare quelli “teorici” svolti in aula non raggiungono lo scopo – il più delle volte dopo le prime ore di corso l’attenzione cala, cala tanto più se il formatore parla, legge il testo di una legge, parla comunque senza coinvolgere i discenti.
I corsi il più delle volte si organizzano in modo tale da impegnare meno risorse – obiettivo giustificato dalla situazione economica e dai bilanci di molte imprese – compresi i soggetti formatori, che cercano di stare sul mercato e/o contribuiscono ad abbassare le soglie economiche fino a rendere in pratica impossibile realizzare certi corsi, vedi quelli con mezzi d’opera – questo porta a programmare moduli di 8 ore anche nelle lezioni “teoriche”.
La formazione è erogata da “tutti” – anche dopo gli ultimi provvedimenti sulla formazione degli RSPP, chiunque esegue corsi utilizzando Enti e associazioni che non hanno i requisiti previsti, un dibattito che si perde nella “notte dei tempi” e che non potrà approdare a nulla.
Indipendentemente da chi eroga la formazione, il problema è quello della qualità dei percorsi formativi, dei risultati che si raggiungono – su quest’aspetto si dovrebbe concentrare l’attenzione di tutti – non è facile controllare la qualità della formazione, l’unico parametro utilizzabile è quello che si riscontra nel luogo di lavoro, le conoscenze memorizzate e introiettate dal lavoratore, che determinano comportamento responsabili e positivi.
Tutti i soggetti impegnati nella gestione dei lavori, con le diverse responsabilità dovrebbero svolgere un ruolo attivo di carattere formativo durante la giornata lavorativa.
La formazione del lavoratore passa per i corsi e la loro qualificazione ma anche per l’esempio che fornisce il Preposto, per le informazioni che trasmette ora per ora sulle modalità operative, sull’intervento del CSE, che oltre a scrivere verbali e integrazioni al PSC, potrebbe trasmettere informazioni nelle sedi e con modalità concordate.
Una delle obiezioni che ci sentiamo ripetere dai lavoratori durante i corsi e quella della dicotomia fra le norme che spieghiamo e la realtà del luogo di lavoro, fra la norma e il cantiere, fra la norma e il sistema di affidamento e gestione pratica degli appalti.
Nella formazione dobbiamo spiegare come si dovrebbe applicare la norma, non possiamo certo parlare di altro, ma contemporaneamente dobbiamo entrare in empatia con i discenti, rompere il “muro” che ci separa ed entrare in comunicazione, coinvolgendoli attivamente.
Il Preposto è la persona più vicina ai lavoratori, svolge un ruolo importante, investire di più sulla sua formazione, qualificarlo professionalmente è una delle strade da percorrere – un Preposto “formatore continuo”, un Preposto che dall’esempio indossando per primo i DPI, iniziando dal casco può contribuire in maniera importante alla crescita “culturale” e all’applicazione delle misure di sicurezza nel luogo di lavoro.
Una formazione che “coinvolge”, che tiene conto dei livelli di partenza dei discenti, su questo occorre lavorare per raggiungere soglie più elevate di “cultura” della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Indice Argomenti
- Contenuti minimi del POS
- In quali circostanze il CSE deve verificare le procedure di lavoro, delle singole imprese esecutrici?
- Un altro evento drammatico nell’ultimo giorno di settembre 2014 – Durante dei lavori di ristrutturazione di un edificio crolla un solaio un morto e diversi feriti
- Un fine settembre nero per gli infortuni sul lavoro
- I Quattro morti di Adria (RO) devono far riflettere
- DECRETO INTERMINISTERIALE 22 LUGLIO 2014 (Ministero del lavoro di concerto con quello della Salute)
- Modelli semplificati per la redazione del piano operativo di sicurezza (POS)
- Morte nello scavo nel Cantiere di Roma
- NEI CANTIERI EDILI IL DISTACCO COME STRUMENTO PER AGGIRARE IL “SUBAPPALTO?
- Molfetta Una morte Assurda
- Come rilanciare e implementare il ruolo del CSE
- Decreto normativo per l' allestimento dei palchi e fiere
- In un cantiere edile l’Impresa affidataria, può operare con l’intero organico di personale distaccato da altra Ditta?
- Modelli di PSC e POS – qualità e contenuto dei documenti
- RIFLESSIONI SU MODELLI ESEMPLIFICATI DI PSC E POS
- Quando PSC e POS non sono solo “carta”
- Il massimo ribasso negli affidamenti degli appalti è un duro attacco alle Imprese strutturate
- Il distacco di personale sta diventando sempre di più un subappalto "mascherato"
- Avviato il processo per il crollo di Barletta
- Devono essere considerati oneri della sicurezza, i metri cubi di scavo aggiuntivi, necessari per sagomare le pareti con un angolo di natural declivio?
- In quali contesti si applica il decreto 177/2011 sugli ambienti confinati?
- i servizi logistici per i lavoratori, nei cantieri edili, sono costi della sicurezza non soggetti a ribasso?
- Il CSE come può gestire un PSC generico?
- Quali controlli può effettuare il cse sui distacchi di personale?
- Ritornare ad una forma di autocertificazione della Valutazione dei Rischi sarebbe un grave errore
- Con il “decreto del fare” esonerati dalla redazione del DUVRI i settori a “basso Rischio”
- Di fronte a eventi come quelli di Lamezia terme, ci si può limitare allo sdegno e al cordoglio?
- Una delle parti più significative del D. LGS. 81/08 entra nel codice dei contratti pubblici
- Modifiche al campo di applicazione del Titolo IV capo I – reti di impianti e piccoli lavori
- Precisazione sull' applicazione del Titolo IV capo I a eventi pubblici”
- POS e PSC una sfida persa dai Tecnici del nostro paese”
- Fare chiarezza sul concetto di Rischi Specifici"
- Redazione del PSC da parte CSP
- Cassazione Penale, Sez. 4, 10 agosto 2012, n. 32335 - Responsabile di cantiere e preposto alla sicurezza: responsabilità per infortunio con il braccio di una gru
- Cassazione Penale, Sez. 4, 01 ottobre 2012, n. 37989 - Ribaltamento di una piattaforma semovente e lavori in altezza: elevatore a pantografo
- Cassazione Penale, Sez. 4, 27 settembre 2012, n. 37332 - Caduta di un carico sospeso e infortunio mortale
- Responsabilità in materia di sicurezza e prevenzione sul lavoro, in una Società in nome collettivo (S.n.c.)
- Il POS e il PSC nel DLL di semplificazione Ottobre 2012
- La sentenza dell'Aquila e il concetto di prevenzione
- Modifiche alla “responsabilità solidale” negli appalti commissionati da datori di lavoro committenti
- Gestione della sicurezza e prevenzione nel cantiere
- Quesito sui Ponteggi
- Lettera aperta al Dott. Fantini
- Un incidente troppo grave, per non riflettere sulle cause che lo hanno determinato
- Qualità del DVR - Responsabilità del datore di lavoro
- Uno sguardo storico al problema dello Stress lavoro – correlato
- PER NON DIMENTICARE - Prima dello spettacolo sotto i palchi si muore Leggere con più attenzione gli eventi di Reggio Calabria
- Durata, metodi e contenuti della formazione dei lavoratori dal nuovo accordo stato,regioni e province sulla Formazione
- Il nuovo accordo stato,regioni e province sulla Formazione
- Criticità Contenute nel D.Lgs 81/08, come modificato dal D. Lgs. 106/09
- Primo forte segnale sul crollo di Barletta
- Elementi più significativi presenti nel DPR sulla qualificazione delle imprese nei lavori in ambienti confinati
- Sul crollo di Baletta
- Quel grido di dolore che viene da Barletta
- Ruolo del preposto
- Nolo a caldo e POS?
- Fine del cantiere e POS
- Una impresa elettrica che opera in cantieri temporanei e mobili può inquadrare gli addetti con un contratto a progetto?
- Circolare del Ministero del lavoro n 20 del 29 luglio 2011
- Nuovo DPR sui lavori in ambienti confinati
- Obblighi della Impresa Affidataria
- Pos impresa affidataria
- Alcune sentenza sulle quali riflettere - condanna confermata per RSPP (del 20/07/2011)
