Emanato il Decreto attuativo per la “semplificazione” dei Piani di Sicurezza

Il giorno 09/09/14 è stato emanato il Decreto
interministeriale – Ministero del Lavoro, Delle Infrastrutture e della
Sanità, con gli schemi di POS, PSC e PSS “semplificati”, in attuazione
dell’art. 104/bis del D. lgs. 81/08.
Difficile esprimere una valutazione compiuta,
non tanto per la complessità del tema e del provvedimento, anzi per
motivi opposti.
In pratica gli schemi non sono altro che la
riproposizione dei contenuti minimi regolamentati dall’allegato XV del
D. Lgs. 81/08 (che tra l’altro assorbe norme preesistenti).
Non si comprende tra l’altro perché definirli
semplificati – termine dialettico che presuppone che ne esistano di
complessi – dove?.
Molte volte si rimpiange il legislatore e i
tecnici che hanno elaborato negli anni 50 del novecento il DPR 547/55 –
il DPR 164/56 ecc. – sembrano alieni venuti da alti pianeti.
Rimaniamo al provvedimento
– gli schemi possono rappresentare uno strumento per contrastare il
mercato dei software, spacciati come Piani di Sicurezza.
Gli schemi indicano una sequenzialità – gli
schemi giustamente non ripropongono le tabelle con il magnitudo del
Rischio – uno dei capitoli più inutili dei Piani di Sicurezza ricoperti
di polvere che si trovano nei cantieri.
Si poteva fare di più?
– se si voleva semplificare e nello stesso tempo non abbassare lo
standard di sicurezza e prevenzione sul lavoro, forse si poteva offrire
uno schema più corposo.
Finora il problema che si è posto è quello di
cosa deve contenere la sezione del POS, ad esempio in merito al
punto 3.2.1. dell’allegato XV - lettera c)
la descrizione dell’attività di cantiere, delle modalità
organizzative e dei turni di lavoro?.
Si tratta poi di evidenziare che il POS è la
Valutazione dei Rischi per il singolo Cantiere, cioè deve contenere la
Valutazione di “tutti i Rischi”.
Nei POS che per “antitesi” dovremmo definire complessi, fino ad oggi abbiamo trovato il Titolo: “descrizione dell’attività di cantiere” – rimane un titolo, perché nello svolgimento si parla di altro. Basta riproporre il titolo in una tabella, dello schema di un POS cosiddetto semplificato per ottenere di più?.
I suggeritori di tale cosiddetta
semplificazione, quanti POS hanno verificato? – quanti cantieri
gestiscono? - quanti ne hanno almeno visitati?.
Negli schemi del POS si fa riferimento
“all’individuazione delle misure preventive e protettive, integrative
rispetto a quelle contenute nel PSC quando previsto, adottate in
relazione ai rischi connessi alle proprie lavorazioni in cantiere” –
quel quando previste si doveva tradurre in linee guida per individuare
quando il CSP non può eluderle.
Il CSP sicuramente non può eludere
l’obbligo di indicare le “misure complementari e di dettaglio che deve
contenere il POS”, quando nei lavori si prevedono “Rischi
particolari per la sicurezza e la salute dei lavoratori” contenuti
nell’allegato XI del D. Lgs. 81/08.
Nella maggioranza dei casi nei PSC si scrive
che non vi sono misure complementari e di dettaglio – stessa
formulazione spesso la ritroviamo nei POS.
Dunque sarebbe molto utile mettere un punto
su questa questione, chiarendo quando si devono indicare queste misure
complementari – chiarire come applicare una legge è già una
importante semplificazione – si passerebbe dalla situazione
attuale in cui chiunque può interpretare in modo arbitrario la norma –
Un Ente ne dà una lettura – un altro Organo di Vigilanza un altro ancora
e ogni tecnico fa come gli viene meglio.
Documenti illeggibili e inutili ai fini di
garantire uno standard adeguato ai livelli di sicurezza nei cantieri –
utili solo a far vendere qualche software in più.
glossario
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- Cassazione Penale, Sez. 4, 27 settembre 2012, n. 37332 - Caduta di un carico sospeso e infortunio mortale
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- Il POS e il PSC nel DLL di semplificazione Ottobre 2012
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- Pos impresa affidataria
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