Quel grido di dolore che viene da Barletta
SUL CROLLO DI
BARLETTA
Analisi e riflessioni del Geom. Augusto
Ferraioli
Fare giustizia
Auspichiamo che
sia fatta giustizia, che questa vicenda non si concluda come quella dei
13 ragazzi morti nella stiva della Elisabetta Montanari della Società “Mecnavi”
nel 1987.
Sono scattati i primi provvedimenti,
nove indagati, basta è sufficiente, forse no, forse ci si dovrebbe
muovere con atti esemplari più significativi, che servano da deterrente
e da monito per tutti.
Il nostro compito tuttavia è quello
di concentrare l’attenzione su come prevenire disastri simili.
Per questo intendiamo tornare
sull’argomento, utilizzando anche il dibattito che si è sviluppato
attorno al crollo e alcune informazioni di stampa sulla dinamica
degli eventi.
Come tutti hanno sottolineato le
dichiarazioni del Sindaco di Barletta, sono state “improprie”, forse
avrebbe dovuto parlare soprattutto dei suoi uffici, del ruolo
dell’autorità comunale nella vigilanza sulle condizioni statico
strutturali degli edifici e su molti altri aspetti su cui ha una
competenza specifica.
Anche
Ma il punto, più grave è la esistenza
di laboratori senza autorizzazione sanitaria – luoghi di lavoro privi di
agibilità – privi di idoneità di ogni genere.
Il punto grave, gravissimo sono le
“falle” nel sistema di controllo, le lacune nelle procedure di verifica
della condizione statico-strutturale degli edifici – lavori che iniziano
in piano centro cittadino senza autorizzazione? – vengono avviate
demolizioni senza una analisi delle conseguenze statico-strutturali
sugli edifici aderenti e/o collaboranti? Non sappiamo, alle domande
dovrà rispondere l’inchiesta della Procura.
Un fatto risulta evidente. Tecnici
Comunali si sono recati il Venerdì precedente al crollo nello stabile,
dunque è possibile che non abbiano rilevato l’avvio di quei lavori di
demolizione? – è possibile che non abbiano rilevato la presenza di un
laboratorio privo di nulla osta tecnico sanitario?
E’ possibile che nessun’altra
autorità o servizio di vigilanza Comunale e/o di ASL e DPL abbia avuto
notizia dell’avvio dei lavori di demolizione? – con i relativi obblighi
di redazione del piano delle demolizioni e probabilmente di occupazione
del suolo pubblico.
Due ulteriori considerazioni sulle
eventuali giustificazioni – dovevamo bloccare un laboratorio che offre
lavoro, cioè nel contesto sociale, il “pane” per vivere? – è questo il
punto, la questione delle questioni, per tentare di dare una
lettura del problema dobbiamo “utilizzare” due eventi drammatici, che
alla luce dei fatti non hanno insegnato nulla.
Il Cardinal “Tonini” davanti alle 13
bare dei ragazzi morti nella stiva della Elisabetta Montanari a Ravenna
nel 1987, 8 dei quali lavoravano in nero, affermò: “Dovevamo
aiutarli a dire di NO” - di fronte al cinico dibattito che si era
sviluppato attorno al drammatico evento, dibattito che seguì lo stesso
schema di oggi su Barletta, il Cardinale gridò al paese parole
“profetiche” ma giuste, molto giuste – a Ravenna come a Barletta non
abbiamo il pane per 13 e oggi per 5 persone in più, ma 18 persone
qualche “metro sotto terra”.
A Lecce a pochi chilometri più a sud
di Barletta qualche anno fa, in uno scavo a sezione obbligata profondo
dai 5/6 metri, a seguito del crollo delle pareti di scavo, morirono 2
lavoratori, il terzo si salvò, perché in mattinata, all’inizio del turno
di lavoro si rifiutò di scendere nello scavo, litigò vivacemente con il
titolare della Ditta e fu licenziato in tronco – un posto di lavoro in
meno? – No! Forse era auspicabile che nessun lavoratore accettasse di
scendere nello scavo – non possiamo diffondere la “cultura”, se si può
chiamare tale di accettare qualsiasi lavoro per un “tozzo di pane”,
dobbiamo gridarlo a tutti, quando in gioco vi è la vita, non si
debbono accettare condizioni di lavoro ingiustificabili, che non offrono
“pane” ma troppo spesso “morte”.
Un Sindaco non può mandare messaggi
come quelli che sono stati proposti da quello di Ravenna nel 1987 e da
quello di Barletta nel 2011.
Stesso discorso per le modalità di
verifica statico-strutturali degli edifici, fare prevenzione significa,
intervenire prima, simulare il peggio, valutandone gli effetti, senza
scadere nell’allarmismo, ma senza attendismi.
Senza citare il terremoto
Dell’Aquila, possiamo utilizzare la vicende del “Viscontino”, scuola
superiore che si trova al Centro di Roma, qualche anno fa, iniziati i
lavori di consolidamento di alcuni solai, ci rendiamo conto che vi erano
dei seri problemi strutturali, legati al sovraccarico dei solai, su cui
si doveva intervenire e su quelli collaboranti e/o adiacenti le zone
interessate ai lavori.
Purtroppo per molto tempo le autorità
tecniche preposte, si preoccupavano più per le conseguenze della
necessaria temporanea chiusura della scuola – con tutte le difficoltà di
ricollocazione temporanea della scuola stessa, garantire la continuità
didattica – abbiamo spesso sentito affermare “Cosa dirà il Sindaco?” –
alla fine abbiamo coinvolto
Ci domandiamo ma quale era la
priorità, prevenire il fatto che da un collasso strutturale dei solai
potesse avvenire una “strage di alunni”, o trovare una soluzione
temporanea alla scuola, anche con evidenti disagi, ma con la certezza di
mettere in salvo centinai di ragazzi?
La “filosofia” che deve animare tutti
è la prevenzione, basata su analisi serie e dati certi, né allarmismo,
né attendismo, ma buon senso.
07/10/11
glossario
- Un altro evento drammatico nell’ultimo giorno di settembre 2014 – Durante dei lavori di ristrutturazione di un edificio crolla un solaio un morto e diversi feriti
- Un fine settembre nero per gli infortuni sul lavoro
- I Quattro morti di Adria (RO) devono far riflettere
- DECRETO INTERMINISTERIALE 22 LUGLIO 2014 (Ministero del lavoro di concerto con quello della Salute)
- Modelli semplificati per la redazione del piano operativo di sicurezza (POS)
- Morte nello scavo nel Cantiere di Roma
- NEI CANTIERI EDILI IL DISTACCO COME STRUMENTO PER AGGIRARE IL “SUBAPPALTO?
- Molfetta Una morte Assurda
- Come rilanciare e implementare il ruolo del CSE
- Decreto normativo per l' allestimento dei palchi e fiere
- In un cantiere edile l’Impresa affidataria, può operare con l’intero organico di personale distaccato da altra Ditta?
- Modelli di PSC e POS – qualità e contenuto dei documenti
- RIFLESSIONI SU MODELLI ESEMPLIFICATI DI PSC E POS
- Quando PSC e POS non sono solo “carta”
- Il massimo ribasso negli affidamenti degli appalti è un duro attacco alle Imprese strutturate
- Il distacco di personale sta diventando sempre di più un subappalto "mascherato"
- Avviato il processo per il crollo di Barletta
- Devono essere considerati oneri della sicurezza, i metri cubi di scavo aggiuntivi, necessari per sagomare le pareti con un angolo di natural declivio?
- In quali contesti si applica il decreto 177/2011 sugli ambienti confinati?
- i servizi logistici per i lavoratori, nei cantieri edili, sono costi della sicurezza non soggetti a ribasso?
- Il CSE come può gestire un PSC generico?
- Quali controlli può effettuare il cse sui distacchi di personale?
- Ritornare ad una forma di autocertificazione della Valutazione dei Rischi sarebbe un grave errore
- Con il “decreto del fare” esonerati dalla redazione del DUVRI i settori a “basso Rischio”
- Di fronte a eventi come quelli di Lamezia terme, ci si può limitare allo sdegno e al cordoglio?
- Una delle parti più significative del D. LGS. 81/08 entra nel codice dei contratti pubblici
- Modifiche al campo di applicazione del Titolo IV capo I – reti di impianti e piccoli lavori
- Precisazione sull' applicazione del Titolo IV capo I a eventi pubblici”
- POS e PSC una sfida persa dai Tecnici del nostro paese”
- Fare chiarezza sul concetto di Rischi Specifici"
- Redazione del PSC da parte CSP
- Cassazione Penale, Sez. 4, 10 agosto 2012, n. 32335 - Responsabile di cantiere e preposto alla sicurezza: responsabilità per infortunio con il braccio di una gru
- Cassazione Penale, Sez. 4, 01 ottobre 2012, n. 37989 - Ribaltamento di una piattaforma semovente e lavori in altezza: elevatore a pantografo
- Cassazione Penale, Sez. 4, 27 settembre 2012, n. 37332 - Caduta di un carico sospeso e infortunio mortale
- Responsabilità in materia di sicurezza e prevenzione sul lavoro, in una Società in nome collettivo (S.n.c.)
- Il POS e il PSC nel DLL di semplificazione Ottobre 2012
- La sentenza dell'Aquila e il concetto di prevenzione
- Modifiche alla “responsabilità solidale” negli appalti commissionati da datori di lavoro committenti
- Gestione della sicurezza e prevenzione nel cantiere
- Quesito sui Ponteggi
- Lettera aperta al Dott. Fantini
- Un incidente troppo grave, per non riflettere sulle cause che lo hanno determinato
- Qualità del DVR - Responsabilità del datore di lavoro
- Uno sguardo storico al problema dello Stress lavoro – correlato
- PER NON DIMENTICARE - Prima dello spettacolo sotto i palchi si muore Leggere con più attenzione gli eventi di Reggio Calabria
- Durata, metodi e contenuti della formazione dei lavoratori dal nuovo accordo stato,regioni e province sulla Formazione
- Il nuovo accordo stato,regioni e province sulla Formazione
- Criticità Contenute nel D.Lgs 81/08, come modificato dal D. Lgs. 106/09
- Primo forte segnale sul crollo di Barletta
- Elementi più significativi presenti nel DPR sulla qualificazione delle imprese nei lavori in ambienti confinati
- Sul crollo di Baletta
- Quel grido di dolore che viene da Barletta
- Ruolo del preposto
- Nolo a caldo e POS?
- Fine del cantiere e POS
- Una impresa elettrica che opera in cantieri temporanei e mobili può inquadrare gli addetti con un contratto a progetto?
- Circolare del Ministero del lavoro n 20 del 29 luglio 2011
- Nuovo DPR sui lavori in ambienti confinati
- Obblighi della Impresa Affidataria
- Pos impresa affidataria
- Alcune sentenza sulle quali riflettere - condanna confermata per RSPP (del 20/07/2011)
