Il distacco di personale sta diventando sempre di più un subappalto “mascherato

Intervento del geom. Augusto Ferraioli di Pianeta Sicurezza Srl
Riceviamo molte segnalazioni e siamo direttamente testimoni di molti abusi nell’utilizzo del distacco di personale, per questo ne torniamo a parlare, cercando di mettere in evidenza le anomalie e i Rischi per i committenti, in particolare quelli pubblici.
“Fotografiamo” una delle tante situazioni discutibili – lettera di distacco in cui l’interesse è del distaccatario, cioè del soggetto che prende in carico, temporaneamente i lavoratori distaccati da altra ditta distaccante – l’impresa x per sue esigenze produttive, commesse superiori al proprio organico ricorre all’utilizzo di lavoratori in distacco da altra impresa – nella lettera si evidenzia un interesse del distaccatario.
Altra “fotografia” – la ditta distaccante utilizza nel cantiere del distaccatario anche macchine, attrezzature e materiali vari di lavoro, indipendentemente dal contenuto della lettera di distacco.
Le due situazioni “fotografate”, contengono gli elementi per ritenere il distacco un subappalto di fatto – cioè nel caso di lavori pubblici la violazione del capitolato di appalto e del regolamento sugli appalti e forniture.
Nella maggioranza dei casi citati si tratta di un vero e proprio subappalto mascherato, un imprenditore x affida di fatto il lavoro ad altra ditta, concordando un prezzo totale, che comprende l’esecuzione del lavoro ricevuto in appalto da un committente y – un appalto totale di una cifra x viene affidato ad altra ditta ad un totale inferiore di 30%/35% - si utilizza il distacco per motivare la presenza dei lavoratori e i noleggi + altre eventuali fatture su altre voci o cantieri per coprire il restante.
Un vero e proprio subappalto, non autorizzato e che produce un utile improprio da parte della Ditta affidataria, titolare del contratto di appalto.
Non torniamo in questa sede sulle caratteristiche del distacco, come regolamentato dall’art. 30 della cosiddetta legge “Biagi”, perché riteniamo che ne sia noto il contenuto, con l’interesse del distaccante e non del distaccatario, ci interessa approfondire le conseguenze della pratica che si è ormai diffusa e generalizzata.
Simuliamo un evento – infortunio di un lavoratore distaccato, in un contesto come quello “fotografato”, infortunio serio, con intervento dei Carabinieri e della DPL territoriale – si apre l’inchiesta come si motiva la presenza di lavoratori, di mezzi d’opera e di altro nel cantiere? – se si trattava di distacco a norma della legge Biagi, non vi potevano essere lavoratori, preposti e mezzi d’opera – nella maggioranza dei casi, verrà aperto un procedimento nel quale finirà anche il Responsabile del procedimento e tutti coloro che avrebbero dovuto verificare, ed evidenziare la presenza di mezzi d’opera, di una impresa che non aveva titolo per operare in cantiere e soprattutto, della stessa ditta che aveva fornito lavoratori in distacco.
Si giungerà con facilità alla conclusione che ci si trova in presenza di un vero e proprio subappalto, non autorizzato, su cui la Ditta affidataria lucra pesantemente.
Altra simulazione, durante i lavori si crea una tensione che porta alla rottura del rapporto fra impresa distaccante e ditta distaccata ria, che sfocia in un conflitto aperto, con ricorsi legali e esposti agli organi di vigilanza – il distaccante coinvolgerà sicuramente il committente, per chiedergli di saldare il dovuto, mostrando accordi e fatture per prestazioni varie, oltre che noli.
Il distaccante utilizzerà ogni mezzo per avere il dovuto e coinvolgerà il committente, con esiti prevedibili – come mai il committente non si è accorto della presenza di mezzi d’opera del distaccante? – come mai il committente autorizza l’ingresso di lavoratori in distacco con lettere che rovesciano la logica dell’art. 30 della legge Biagi?.
In conclusione consigliamo ai committenti di non “danzare” sul ciglio di un “burrone”, non aspettare l’evento, facciano applicare con buon senso le normative vigenti – è preferibile un subappalto alla luce del “sole”, che “pastrocchi”, ingestibili come quelli in uso.
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