Autore Topic: Costi della sicurezza nei cantieri temporanei e mobili  (Letto 3110 volte)

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Costi della sicurezza nei cantieri temporanei e mobili
« il: Marzo 24, 2020, 01:20:20 pm »
Clicca per scaricare le Linee guida Conferenza Regioni –--> http://www.pianetasicurezza.org/agora/index.php?action=dlattach;topic=7.0;attach=4

Clicca per scaricare ITACA – Autorità di Vigilanza 2006 –--> http://www.pianetasicurezza.org/agora/index.php?action=dlattach;topic=7.0;attach=3

Intervento del Geom. Augusto Ferraioli di Pianeta Sicurezza Srl

Sulle modalità di calcolo dei costi della Sicurezza nei Cantieri continuano ad essere presenti diverse interpretazioni, con letture che appaiono inappropriate. 

Per la stima dei costi della sicurezza nei cantieri temporanei e mobili mantengono una validità le linee guida che sono state emanate a suo tempo dalla Conferenza delle Regioni e dall’Autorità di Vigilanza sugli Appalti Pubblici (oggi ANAC), emanate nella fase applicativa del D.P.R.. 222/2003 (temi regolamentati attualmente dall’allegato XV del D. Lgs. 81/08).
A testimonianza del fatto cito una delibera dell’ANAC del 31 agosto 20016 – ANAC che in quella circostanza si trovava  ad esaminare un contenzioso complesso su Costi e oneri della sicurezza  riferita alla Metro C di Roma
La delibera conclude come segue:

conclusioni delibera
“ di ritenere le procedure adottate da Metro C per la valutazione e contabilizzazione degli oneri di sicurezza non coerenti né con le previsioni del progetto preliminare posto a base di gara né con quanto indicato dal d.p.r. 222/2003 e dalla Determinazione dell’Autorità n. 4/2006, circa l’obbligo di individuare i costi della sicurezza mediante una stima analitica;”

Tentiamo di esaminare i riferimenti normativi per trovare dei punti di riferimento

ALLEGATO XV D.L.gs 81/08
“4.1. - Stima dei costi della sicurezza

4.1.1. Ove é prevista la redazione del PSC ai sensi del Titolo IV, Capo I, del presente Decreto, nei costi della
sicurezza vanno stimati, per tutta la durata delle lavorazioni previste nel cantiere, i costi:
a) degli apprestamenti previsti nel PSC;
b) delle misure preventive e protettive e dei dispositivi di protezione individuale eventualmente previsti nel PSC per lavorazioni interferenti;
c) degli impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche, degli impianti antincendio, degli impianti di evacuazione fumi;
d) dei mezzi e servizi di protezione collettiva;
e) delle procedure contenute nel PSC e previste per specifici motivi di sicurezza;
f) degli eventuali interventi finalizzati alla sicurezza e richiesti per lo sfasamento spaziale o temporale delle
lavorazioni interferenti;
g) delle misure di coordinamento relative all’uso comune di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva.
Elenco indicativo e non esauriente degli elementi essenziali utili alla definizione dei contenuti del PSC di cui al punto 2.1.2.”

Allegato XV.1 D.lgs. 9 Aprile 2008, n. 81

“1. Gli apprestamenti comprendono:
ponteggi;
trabattelli;
ponti su cavalletti;
impalcati; parapetti;
andatoie;
passerelle;
armature delle pareti degli scavi;
gabinetti;
locali per lavarsi;
spogliatoi;
refettori;
locali di ricovero e di riposo;
dormitori;
camere di medicazione;
infermerie; recinzioni di cantiere

Fra gli apprestamenti,  nell’allegato XV.1 si indicano con chiarezza anche i servizi della logistica di cantiere, prevista dall’allegato XIII del D.lgs. 9 Aprile 2008, n. 81, dunque il CSP nel redigere il PSC non può non prevedere l’allestimento dei servizi, come refettorio, WC, locali di ricovero nel caso di improvvise intemperie.
Il CSP può omettere di indicare dei costi specifici inerenti tali apprestamenti se i lavori si realizzano in un complesso in cui vi sono locali e sevizi messi a disposizione dal committente – in alternativa in alcuni contesti urbani si può f
ar ricorso all’utilizzo di strutture pubbliche.
I cantieri di nuova costruzione o di ristrutturazione, collocati in siti in cui non vi sono nelle zone adiacenti, cioè raggiungibili a piedi in pochi minuti, locali pubblici e/o dove non vi sono spazi messi a disposizione dal committente, il CSP non può non prevedere i servizi logistici, come WC, docce, lavabi, spogliatoio e refettorio, nei costi della sicurezza non soggetti a ribasso.” 

Stralcio linee guida emanate dopo l’entrata in vigore del D. Lgs. 222/03 Linee guida Conferenza Delle Regioni (ITACA)
“Tutti gli apprestamenti prima elencati rientrano nella stima dei costi della sicurezza se e solo se sono stati previsti dal Coordinatore per la progettazione e chiaramente inseriti all’interno del P.S.C.. Nel caso nel P.S.C. venga previsto un ponteggio, ad esempio, questo deve essere stimato nella sua interezza come costo della sicurezza; non è possibile cioè, scorporare la parte del costo da attribuire alla produzione da quella da attribuire alla sicurezza.

Per quel che riguarda, invece, gli elementi di cantiere come, ad esempio, refettori, locali di ricovero e dormitori, questi debbono essere previsti in relazione alle caratteristiche del cantiere, e non in forma automatica. In un cantiere urbano, tendenzialmente, non vi è bisogno di refettori o di dormitori; al contrario, in un cantiere per infrastrutture, posizionato lontano dai centri urbani, e con cicli di lavorazione di 24 ore, necessità di questi apprestamenti.

La quantificazione degli apprestamenti dovrà seguire le procedure ordinarie del computo metrico; ad esempio, un ponteggio o l’armatura delle pareti degli scavi è quantificata in metri quadri, mentre elementi come gabinetti o camere di medicazione per singole unità impiegate.
Come già specificato prima, il metodo preferenziale per la stima dei costi di apprestamenti può essere quello del nolo mensile, rapportato alla durata della presenza degli stessi all’interno del cantiere, così come stimato dal cronoprogramma dei lavori.”

Autorità di Vigilanza stralcio Determinazione n. 4/2006 del 26 luglio 2006
“Partendo da tali assunti, il documento ITACA opera una distinzione tra i costi della sicurezza a cui l’impresa è vincolata contrattualmente in quanto previsti nel PSC per lo specifico cantiere (per brevità, costi della sicurezza “contrattuali”) e costi della sicurezza che il datore di lavoro è comunque obbligato a sostenere a norma del Titolo IV del D.lgs. 626/94 per l’esecuzione in sicurezza di ogni singola lavorazione compresa nell’appalto (costi della sicurezza“ex lege”).
I costi della sicurezza “contrattuali” vanno riconosciuti integralmente all’appaltatore, in quanto derivanti dall’ingerenza del committente nelle scelte esecutive dell’impresa, che deve conformarsi alle indicazioni del PSC.
……………………………………………..
Non sono oggetto del PSC, in quanto costi della sicurezza ex lege, quelli intrinsecamente connessi alle varie lavorazioni e compresi nei relativi prezzi unitari, come le spese per i dispositivi di protezione individuale (DPI), nonché i cosiddetti “costi generali” per l’adeguamento dell’impresa al D.lgs. 626/94, ossia la formazione, l’informazione, la sorveglianza sanitaria, etc..
E’ chiaro, altresì, che per la stima dei costi di sicurezza contrattuali il progettista della sicurezza dovrà procedere mediante computo metrico.
………………….

Il costo degli apprestamenti
In rapporto alla seconda questione di cui in premessa, si pone poi la problematica relativa al costo delle opere provvisionali e degli apprestamenti.
Nel D.P.R. 222/2003 il riferimento agli apprestamenti è contenuto nelle seguenti norme:
− l’art. 1 comma 1 lett. c) laddove sono definiti apprestamenti “le opere provvisionali necessarie ai fini della salute e della sicurezza dei lavoratori in cantiere”;
− l’art. 7 comma 1 che, nell’elencare i costi afferenti alla sicurezza per i cantieri ove è prevista la redazione del PSC, alla lett. a) stabilisce che “…nei costi della sicurezza vanno stimati …. i costi degli apprestamenti previsti nel PSC…;

……………………………………………….

Alla luce delle precedenti considerazioni, l’Autorità ritiene che:
• il DPR 222 del 3 luglio 2003 disciplina i contenuti minimi dei piani di sicurezza e rappresenta il livello minimo inderogabile di regolamentazione, applicabile a qualunque tipologia lavorativa, dall’opera pubblica complessa al modesto intervento di manutenzione, naturalmente sempre nel rispetto dei criteri della ragionevolezza, della proporzionalità ed adeguatezza;
• il coordinatore della sicurezza in fase di progettazione nel redigere il PSC esercita un’attività amministrativa di discrezionalità tecnica;
• sono oggetto di stima nel PSC solo i costi della sicurezza espressamente elencati nell’art. 7 comma 1 del D.P.R. 222/2003 e riferibili alle specifiche esigenze del singolo cantiere (costi della sicurezza “contrattuali” nel senso sopra indicato);
• la stima deve essere congrua, analitica per voci singole, a corpo o a misura, riferita ad elenchi prezzi standard o specializzati, oppure basata su prezziari o listini ufficiali”

Conclusioni
Dalla lettura della norma e degli atti delle Regioni e delle autorità di vigilanza non vi dovrebbero essere dubbi in merito a come calcolare i costi della sicurezza.
 
Ponteggi – i ponteggi rientrano nei costi della sicurezza come indicato dall’Allegato XV dalle varie letture ufficiali fornite dalla Conferenza delle Regioni, dall’Autorità di Vigilanza e confermate da ANAC.

Servizi per i lavoratori – su questo punto anche se vi sono delle variabili queste attengono alla Valutazione del CSP, come indicato dalla norma e da tutte le letture già menzionate – certo utilizzando il criterio di verifica della presenza di locali pubblici “raggiungibili in pochi minuti a piedi” , soprattutto in materia di refettorio, perché il WC si possono stralciare solo in presenza di locali interni al sito in cui si deve operare.

Rispetto alle lavorazioni – scavi e altro il criterio è quello delle criticità derivanti dal contesto in cui mi “obbliga” ad operare il Committente – siti in cui lo scavo non si potrà  allargare, sagomando le pareti con angolo di natural declivio – lavori rumorosi eseguiti nelle immediate adiacenze di siti sensibili  in cui sia necessario realizzare barriere fonoassorbenti – gestione delle interferenze con viabilità, Rischio Urti impatti, tramite new jersey ecc..

L’auspicio è che i costi della sicurezza non vengano utilizzati per recuperare ribassi di gara e/o costi aggiuntivi per varianti e riserve.

Leggendo il pronunciamento ANAC su Metro c di Roma mi veniva in mente un confronto a cui partecipai per analizzare le riserve di una Impresa che stava realizzando lavori per ANAS – aveva chiesto di computare costi per aggiornamento formativo maestranze alle nuove norme che erano state emanate in quel periodo e altre richieste dello stesso tipo su cui  espressi parere negativo insieme al DL Funzionario ANAS –leggendo il pronunciamento ANAC sul contenzioso per Metro C nell’elenco dei costi computati vi erano anche quelli oltre a quelli  per la redazione del POS – giustamente ANAC ha precisato che non possono essere considerati costi della sicurezza da addebitare al committente.
Di pari  non computare apprestamenti previsti dalla normativa non appare appropriato.     

Sarebbero stati computati anche i seguenti elementi:
Paragrafo delibera ANAC 31 agosto 2016
“trattasi di oneri attinenti a formazione/aggiornamento, informativa ai lavoratori, servizio di sorveglianza
sanitaria, accertamenti sanitari specifici, redazione Piani Operativi di Sicurezza (POS), redazione Piani
di Sicurezza Particolareggiati di integrazione, certificazioni, telefoni cellulari, Rappresentante Servizio
Prevenzione e Protezione (RSPP), medico competente, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza,
servizio emergenze e verifica attrezzature.
servizio emergenze e verifica attrezzature.
Tali voci di costo appaiono riconducibili ai cosiddetti “costi interni o aziendali”, secondo la
definizione data dall’Autorità e dal Consiglio di Stato, ossia a voci di costo non ricomprese nell’elenco
di cui all’art. 7 del d.p.r. 222/2003, che Metro C definisce quali “costi generali di sicurezza”.